Marco
Mi chiamo Marco - e sì, sono italiano. Sono nato a Bologna, cresciuto tra il profumo della pasta fresca e il rumore dei vecchi motorini sul selciato. Proprio lì, a sette anni, mio nonno mi mise in mano per la prima volta una macchina fotografica a pellicola e mi disse: "Guarda con più attenzione di quanta ne usi per pensare". Da allora non sono più riuscito a smettere.
Il mio primo viaggio serio lo feci nel 2011 - presi un treno da Bologna e arrivai fino a Istanbul senza un solo hotel prenotato in anticipo. Tre settimane, uno zaino da 28 litri e due rullini Kodak Gold. Capii allora che il mondo non finisce dove finisce la mappa. Anzi, è proprio lì che comincia.
Da allora ho girato più di 60 paesi. Ho fotografato l'alba su Angkor Wat alle 4 di mattina sotto la pioggia battente. Ho gelato in tenda sul Pamir a meno diciotto gradi. Ho mangiato cibo di strada a Karachi e bevuto tè con i pastori in Etiopia. Ogni viaggio lascia qualcosa di concreto: un odore, uno scatto, una conversazione in una lingua comune approssimativa. Sono cose che non si comprano in nessun pacchetto turistico.
La fotografia per me non è un ornamento del viaggio. E' il motivo per fermarsi e vedere quello che tutti gli altri si sono lasciati alle spalle. Scatto su pellicola e in digitale, amo la luce nell'ora prima del tramonto e i volti delle persone che non sanno che le sto guardando. In questo sito raccolgo itinerari, fotografie e appunti onesti, senza filtri patinati.
Se cerchi ispirazione, un itinerario preciso o hai semplicemente voglia di parlare dei Balcani fuori stagione - scrivimi. Rispondo a tutti. Ci vuole più tempo di quanto sembri, ma sono italiano. Con queste cose ce la caviamo bene.